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                     LA “DEBACLE” DEL CENTRO DESTRA

"Da Milano a Sciacca passando da Napoli"

Qualche giorno fa ho letto su FaceBook nel profilo dell‘ ex Sindaco di Sciacca Mario Turturici, una disamina sulle “disastrose” condizioni in cui si è ridotto il Centro Destra a Sciacca.

Molti sono i fattori che hanno concorso, concorrono e concorreranno alla sconfitta ingloriosa del Centro Destra, non solo in Sicilia, vedi la appena trascorso tornata elettorale, ma anche alle elezioni politiche che si terranno fra due anni, a meno che, cosa alquanto improbabile, non si corra ai ripari.

L’ex Sindaco Turturici nella sua disamina imputava la colpa dello stato pietoso in cui è ridotta la nostra Città, all’abbandono del territorio e degli elettori, da parte di chi invece aveva il dovere di tutelare gli elettori ed il territorio nel quale erano stati eletti.

Concordo solo in parte con l’ex Sindaco, su quanto da lui detto, come al solito senza far nomi per quieto vivere, ma io dico subito e sottolineo, che l’ex sindaco di riferiva, e a ragione, al deputato nazionale eletto nel collegio di Sciacca, ovvero l’On. Giuseppe Marinello.

Ebbene, son passati circa due anni dalle ultime elezioni, quando ho visto per l’ultima volta l’On. Marinello girare per la città a distribuire Santini, ed è dal 12 giugno del 2009 che ne ho perse le tracce. Invitato più e più volte da me in Radio, ha sempre trovato qualche scusa per defilarsi. Ora, se un deputato nazionale, non si fa vedere in città, non interviene in alcun modo a difendere il Governo di cui fa parte dal “pubblico ludibrio” al quale è stato e viene esposto quotidianamente dalla informazione avversa, la cosa diventa grave, anzi gravissima, se ci aggiungiamo che si votava in 5 comuni della nostra Provincia. Risultato ? Il PDL è uscito indenne da tutti questi attacchi sol perché NON SI E’ PRESENTATO (se non erro) in 4 dei 5 centri dove si votava, Mi hanno puntualizzato !!! Ma appoggiavano altre Liste !!! Avete capito bene !!! I dirigenti locali del PDL non sono stati nemmeno il grado di presentare la Lista del PDL !!!!! Ho chiesto in giro, dei dirigenti locali del PDL nessuna notizia !!!. E così è da circa due anni, tanto che per avere qualche notizia sul deputato del PDL saccense, sono costretto tutte le mattine a recarmi in C.so Vitt. Emanuele, a fianco dell’Ass. Marinai per leggere gli “Avvisi Funebri”, e non trovandolo tra i “dipartiti”, ho almeno la conferma “che l’Onorevole è ancora tra noi”.  La cosa che mi lascia perplesso, però, è che alla stessa ora trovo l’ex segretario comunale Dr. Giovanni Palagonia, braccio destro dell’On. Marinello, anche lui intento a leggere gli avvisi funebri! Anche lui lì a leggere nella speranza di avere qualche notizia del deputato ? Ovviamente è un pensiero ironico questo, per evitare che qualcuno pensi che io stia aspettando la dipartita del deputato. Al contrario, gli elettori di centro-destra lo vorrebbero vivo e battagliero, ma delle due cose si sa solamente che è vivo, e solo perché è assente tra gli avvisi funebri.

L’elettore PDL si chiede il perché della “invisibilità” del deputato locale e non sa darsi risposta. A questi amici allo sbando dico che la colpa E’ ESCLUSIVAMENTE di Berlusconi e della sua sopravvenuta “megalomania”. Con la Legge elettorale da lui voluta e che abbiamo, e con i listini bloccati, Berlusconi ha pensato, male, di imporre lui i nomi da inserire nel listino del PDL, esautorando completamente l’elettore. In poche parole, non avendo alcuna fiducia nell’elettorato, ha pensato che facendo eleggere “uomini a lui fedeli” il suo potere sarebbe stato garantito ed assicurato.

Dal mio punto di vista sono stati DUE ERRORI MADORNALI :

Il primo : Bloccando il listino e premiando gli uomini/donne  di suo gradimento, ha tagliato fuori quelli che possibilmente avrebbero avuto dalla Base elettorale, oltre che il voto, anche il gradimento. Questi  tagliati fuori, ovviamente ad elezioni avvenute “hanno abbandonato” il territorio e gli elettori in balia delle “chimere della sinistra” e nelle mani del deputato/i eletto/i nel PDL.

Il secondo : Gli “Unti dal Signore”, non dovendo dare alcun conto all’elettorato di Centro Destra, si dedicano solo ed esclusivamente a curare il proprio orticello, tralasciando e abbandonando gli elettori ed il territori nelle mani della sinistra.

Una domanda l’elettore di Centro Destra però se la pone, ed è questa : Ma l’On. Marinello non ha paura di essere trombato in caso di cambiamento della Legge elettorale, o la perdita “dei favori” Berlusconiani ?

Ebbene la risposta è NO !!! Perché Giuseppe Marinello ha trovato un alleato imbattibile nell’attuale Sindaco di Sciacca, in quanto Vito Bono ed i suoi “amici” stanno facendo di tutto per disgustare una città, riuscendoci ampiamente. Se si fosse  votato a Sciacca il Sindaco “avrebbe dovuto far miracoli” per racimolare un paio di centinaia di voti, ovvero quelli della sua famiglia, quelli dei “miracolati (leggasi assessori), di un po’ di sindacalisti e di qualche altro “pirla” che ha creduto nella favoletta del ricco di suo che gira per Sciacca..

 

Un altro segno di sgretolamento del Centro-Destra riguarda esclusivamente la nostra provincia nei paesi dove si votava. Da informazioni ottenute non so ancora per quanto veritiere, ho saputo che tranne per un solo comune, in tutti gli altri NON vi era presente nessuna Lista PDL, tutto il PDL ad appoggiare altri Partiti ? La Destra, non credo, ed allora quali ? Ovviamente quelli del Polo di Centro di Casini etc e poi quelli di centro sinistra !!!! Capito ? E dove sono gli On. Di CentroDestra ? A sostegno di chi hanno fatta la solita “occulta” campagna elettorale ? Berlusconi a questo punto dovrebbe cacciarli tutti, perché se il PDL non riesce nemmeno ad organizzare una “cazzo” di Lista, beh allora vuol dire che la sua storia è finita ed il suo Leader, Berlusconi è alla canna del gas. Berlusconi ha ancora due anni di tempo per far qualcosa e non far affondare la barca. La prima serebbe mandare a casa a calci in culo, tutti quelli che che lui aveva premiato e che hanno fatto solo i cazzi loro, altro che tirare per altri due anni per permettere a questi parassiti di prendere la pensione da onorevole. La seconda è quella di cambiare la legge elettorale e permettere alla gente di scegliersi gli uomini dai quali vogliono essere rappresentati e non i raccomandati, lecchini, trombati, voltagabbana ecc. tali quali sono questi per i quali gli elettori hanno dovuto votare, e forse, dico forse, la barca pur se malridotta potrà riprendere a navigare. C’è anche un terzo punto, il più delicato che è questo : gli elettori del Centro Destra VOGLIONO, ESIGONO E PRETENDONO di avere un Presidente del Consiglio che abbia un po’ di decoro e di decenza, che metta un freno al suo modo di far politica ed alla sua vita privata scandalosa, niente festini, niente barzellette, niente di niente che possa dar adito alla stampa in primis e alle tv poi, argomenti per essere attaccato. Vada a farsi processare quando deve e apparire in pubblico il meno possibile, la sua presenza in TV una volta esaltante, adesso è perdente. Questi due anni li dedichi solo ed esclusivamente alla Nazione e se non se la sente, tolga il disturbo. Da quando ? Da subito !!!

Del PDL abbiamo già detto, credo si inutile infierire. Ed il Consiglio comunale ? E’ meglio lasciar perdere.

A partire dall’incompatibilità del sindaco e per finire ai tantissimi problemi che affliggono la città, solo sterili quanto inutili interrogazioni. Tutti zitti per paura di tornare alle elezioni, perché di 30 consiglieri solo du o tre avrebbero qualche chance di essere rieletti; gli altri, ignominosamente, tutti a casa, assessori in testa a tutti. VERGOGNA !!!! per conservare il loro piccolo strapuntino di consigliere comunale stanno facendo affogare la città.

Se Vito Bono fosse stato un sindaco di centrodestra, sarebbe già stato mandato a casa 2 anni fa per palese incompatibilità  ed invece, NON VEDO, NON SENTO, NON PARLO il proverbio cita 3 scimmiette, a Sciacca sne abbiamo 30. Possibile che in un Consiglio Comunale imbottito di avvocati, nessuno abbia approfondito la questione incompatibilità? Si sono accontentati della risposta del sindaco, che ha detto che può fare il sindaco, citando un Legge che invece dice che se ne deve andare ! Manco la briga di andarsi a leggere la legge citata si son presi.

Questa, purtroppo, è la situazione della politica che abbiamo a Sciacca.  Ed allora, ancora una volta ho preso carta e penna come si diceva una volta ed ho scritto All’ormai ex Ministro Alfano, nella sua nuova qualità do Segretario Politico Nazionale del PDL, se non trova quanto meno strano che “forse” il sindaco di Sciacca è incompatibile, e se ne fregano tutti ? Ed anche all’On. Marinello Giuseppe affinchè si dia una mossa, per rianimare una politica ed un partito del Centro destra (il PDL) ormai allo sbando e tenuto in piedi solo per l’avversità di più di tre quarti della città verso questo sindaco e la sua raccogliticcia e traballante amministrazione.

Sono cosciente di essere “solo” in questa battaglia, ma non demordo, mi è stato detto che creo più problemi a Vito Bono io da solo che tutti e 30 i consiglieri messi insieme. Io non mollo.

Pino Marinelli

Di seguito, la R.R. inviata al Ministro Alfano e all’On. Marinello (PDL). ****************************************************************

 

Raccomandata R.R. 

Alla cortese attenzione del Segretario particolare,

Dr. Giovannantonio Macchiarola

Al Sig. Ministro della Giustizia

Dr. Angelino Alfano

Via Arenula, 70

00186 – ROMA

e, p.c.

All’On. Giuseppe Marinello

Vicolo San Domenico 8

92019 – Sciacca (AG)

 

OGGETTO : Incompatibilità Sindaco di Sciacca.

 

                    Egregio Signor Ministro, Le scrivo per congratularmi con Lei per il nuovo incarico e, per darLe la prima “rogna” nella sua qualità di Segretario Politico Nazionale del PDL.

                    Allegate alla presente, ci sono le copie dell’esposto-quesito da me inviato al Sig. Prefetto di Agrigento e p.c. alla Procura della Repubblica di Sciacca, quesito inerente l’incompatibilità Sindaco-Medico della Mutua del Sindaco di Sciacca Vito Bono.

                   Orbene dalle ricerche da me effettuate e dalla documentazione risultante da dette ricerche, Vito Bono NON HA i requisiti di Legge per ricoprire la carica di sindaco. Ho aspettato due anni, in attesa che gli avvocati del PDL che risiedono numerosi in Consiglio Comunale, andassero in fondo alla cosa, ma dopo qualche interrogazione fatta nel Question Time, con una risposta quantomeno molto ma molto insufficiente da parte del Sindaco la cosa è stata abbandonata.

                    Dato che il sindaco ha detto in tv ed in consiglio comunale che “lui può fare il sindaco(ed anche il medico della mutua), in base alla Legge 154/81”, io, non avvocato, ma solo opinionista di una emettente locale, mi sono andato a rileggere sia la detta Legge 154/81 e sia la FAQ della Regione Sicilia che riassumo con il copia-incolla, risaltano l’incompatibilità di Vito Bono :

Questa la FAQ della Regione Sicilia tutt’ora presente sul sito della Regione Sicilia

http://www.regione.sicilia.it/famiglia/elettorale/FAQ.htm

cliccando sulla voce “incompatibilità” riporta quanto segue:

I dipendenti dell’USL e i professionisti convenzionati  non possono ricoprire la carica di sindaco e di assessore  del comune  il cui territorio coincide con quello dell’USL  nonchè del comune con popolazione superiore a 28500 abitanti che concorre a costituire l’USL dalla quale dipendono o sono convenzionati. Detta causa di incompatibilità non ha effetto se  entro 10 giorni dalla data in cui diviene esecutiva la nomina  abbiano chiesto di essere collocati in aspettativa. I professionisti  convenzionati,  entro il suddetto termine, devono cessare dalle funzioni che danno luogo alla incompatibilità. Di conseguenza,  la convenzione rimane sospesa per la durata del mandato elettivo. (art.15, l.r.24/06/1986, n.31).”

e di seguito una nota esplicativa su quanto recita la Legge 154/81 in merito all’incompatibilità.

Estratto dal sito: http://www.denaro.it/VisArticolo.aspx?IdArt=254110&KeyW=decretare

La Cortedi cassazione, Prima sezione civile, con la sentenza del 20 ottobre 2001 n. 12862 ha dichiarato la decadenza dalla carica di sindaco di un medico di base dipendente dell'Asl del territorio ove ricade il Comune. La pronuncia si innesta in un quadro di particolare confusione normativa dovuta a continue modifiche sia della legislazione degli enti locali che della sanità e conferma precedenti orientamenti. La Corte ha infatti affermato che è ammissibile un'azione popolare esercitata per declaratoria di decadenza dell'eletto sindaco come del resto conferma il decreto legislativo n. 267/00, il Testo unico di coordinamento delle disposizioni sull'ordinamento degli enti territoriali e sul sistema di elezione dei correlativi organi, il cui articolo 70, a sua volta, ribadisce che l'azione per la decadenza della carica di sindaco può essere promossa, dinnanzi al Tribunale, da qualsiasi cittadino elettorale.
Nella specie si è conclamato che la causa di incompatibilità alla carica di sindaco dei dipendenti delle Usl di cui all'articolo 8 n. 2 legge 154/1981 non può ritenersi abrogata implicitamente, per effetto del nuovo assetto normativo del servizio sanitario nazionale introdotto dal decreto legislativo n. 502/92, in quanto, pur nell'arretramento dei poteri gestori delle Unità sanitarie (ora ASL) operanti sul territorio, in corrispondenza all'avanzamento dei poteri delle Regioni, nel quadro di disciplina dello stesso decreto del 1992 (articolo 2, comma 14; come anche meglio definito dagli articoli 3 ter e 4 del successivo decreto legislativo 229/1999), i rapporti tra Comune e Asl non sono stati del tutto recisi, permanendo, invece, in capo al sindaco un ruolo rilevante nella formazione del programma, nell'indirizzo sanitario e nel controllo contabile delle Asl, dal che l'immanenza di un possibile conflitto di interesse, per coincidenza delle qualità di controllato e controllore della struttura stessa. La Cassazione si è agganciata ad altre pronunce rese in precedenza per affermare un importante principio costituzionale contenuto nell'articolo 51 della Costituzione, per statuire che l'eleggibilità sia la regola e l'ineleggibilità sia l'eccezione e che le norme che derogano o comunque comprimono il diritto elettorale passivo siano di stretta interpretazione. E' dunque incompatibile (e non ineleggibile) alla carica di sindaco il primario ospedaliero di una Asl locale coincidente con il territorio del Comune con conseguente dichiarazione giudiziale di decadenza dell'eletto. Ha osservato la cassazione che il primario ospedaliero e il medico di base è preposto prevalentemente ad attività di mera proposta interna e non ha, invece, altre significative attribuzioni di rilievo esterno che non siano quelle legate all'espletamento dei compiti terapeutici a favore degli assistiti, non può collocarsi al vertice della struttura Asl, ai fini che ne interessano. Deve, quindi, escludersi che un primario di struttura ospedaliera eserciti funzioni apicali nel senso voluto dalla legge (articolo 3 decreto legislativo n. 502/92; articolo 2 n. 8 legge 154/51) per limitare l'elettorato passivo.
A diversa conclusione deve, invece, pervenirsi con riguardo alla questione della incompatibilità: la ristrutturazione delle Usl non ha comportato una recisione dei rapporti del Comune nei riguardi delle nuove Aziende tale da svuotare l'articolo 2 n. 8 della legge 23 aprile 1981 n. 154 dalle sue condizioni di razionale cogenza: permanendo nel quadro di disciplina dello stesso decreto un ruolo rilevante del Sindaco nella formazione del programma, nell'indirizzo sanitario e nel controllo contabile delle Asl, evidenziante una immanente possibilità di conflitto di interessi tra Sindaco e componenti della struttura sanitaria. Il potenziale conflitto di interessi costituisce la ratio legis sottesa alle norme che, introducendo divieti ed incompatibilità, limitano il diritto di elettorato passivo, costituzionalmente garantito dall'articolo 52 della Costituzione e l'esercizio delle funzioni pubbliche elettive; d'altra parte, il conflitto di interessi con l'ente non può essere accomunato alla finalità di impedire che i soggetti che rivestono determinate cariche possano influire sull'elettoratoe non dà pertanto luogo ad ineleggibilità, ma costituisce solo causa di incompatibilità.Pertanto La causa di incompatibilità alla carica di sindaco dei dipendenti delle USL di cui all'articolo 8 n. 2 legge 154/1981 non può ritenersi abrogata implicitamente, per effetto del nuovo assetto normativo del servizio sanitario nazionale.

Ecco Signor Ministro, Le chiedo, quale nuovo Segretario Politico Nazionale del PDL di andare in fondo a questa “scabrosa” faccenda, non riuscendo ancora a capire il silenzio del PDL locale in merito alla questione. Ricordo che Vito Bono è stata eletto sindaco al primo turno sostenuto da ben 6 liste, battendo il Sindaco uscente del PDL Mario Turturici. La città aveva eletto Bono per fare il sindaco e non per fare altri mestieri per giunta incompatibili con la carica di sindaco. Mario Turturici fu costretto ad accantonare il suo lavoro anche per evitare possibili incompatibilità. Questo sindaco invece continua a fare il medico della mutua con circa 1400 assistiti, se non c’è incompatibilità in questo caso, allora a che serve la Legge sulla incompatibilità ?

Dato che è uso dagli Uffici dello Stato il non rispondere alla domande dei cittadini, La pregherei di volermi rispondere in qualità di nuovo Segretario Politico Nazionale del PDL.

C’è la possibilià di mandare a casa un sindaco di sinistra e a Sciacca dormono, anzi no, interrogano !!!!

Cordiali saluti e di nuovo Auguri, per come s’è ridotto il PDL, credo che ne abbia davvero bisogno

Giuseppe (Pino) Marinelli (quasi omonimo dell’On. Giuseppe Marinello).

 

 

         

 

 

 

 

Ultimo aggiornamento (Giovedì 30 Giugno 2011 07:18)

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