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Omaggio della città di Sciacca

a Maria Sophia di Borbone

Grande Regina del Regno delle Due Sicilie

 

 

Veduta dal Belvedere Maria Sophia di Borbone

Regina del Regno delle Due Sicilie

 

La Lapide commemorativa commissionata dai Comitati Due Sicilie che doveva essere posta sul Belvedere e che per l'opposizione di tre miseri comunisti ignoranti, e per l'ignavia di un'amministratore senza decoro, dignità ed onore, non ha potuto avere luogo.

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Il caso di Sciacca del 2010

………. Il nostro racconto inizia nel  2008……..

“ Una mattina di una bella giornata di sole di quel non lontano settembre, passeggiavo lungo il Viale più bello di Sciacca che miopi politici comunisti, orfani di Stalin e di Togliatti, in cerca di Eroi da adorare e celebrare, decisero di intitolare ad un politico cileno, suicidatosi per evitare di fare la fine che i “gentiluomini partigiani” fecero fare a Benito Mussolini a piazzale Loreto a Milano.               Quel tale aveva un solo merito “di essere un social-comunista” e questo è bastato ai suddetti miopi comunisti nostrani per intitolare questo viale ad uno che, oggi, nella sua nazione, in Cile, viene accusato di essere stato per il popolo cileno “come e forse peggio di Hitler”.    Quel tale dalla rossa tessera si chiamava Salvador Allende.

 

Sempre "per merito" di comunisti, orfani di Stalin e Togliatti, due galantuomini alla Rampollo, ci ritroviamo ad avere la strada più bella di Sciacca, quella del Tribunale per intenderci, intitolata ad un politico cileno, ovviamente con tessera rossa, sospettato nel suo Cile di essere stato un nazista emulo di Adolph Hitler.

Tornando a noi, mentre passeggiavo, giunsi all’altezza di dove si trova adesso lo Spaccio Alimentare e guargando verso mare vidi uno slargo pieno zeppo di materiali di risulta, dato che veniva utilizzato come discarica di inerti dalle ditte che stavano costruendo il centro commerciale.

Veduta dal Belvedere (foto 03a)

       Pensai …. Che bella veduta ! Chissà questo posto come sarebbe bello se lo si bonificasse e, da buon “borbonico”, pensai a Maria Sophia di Borbone,  eroica e sfortunata Regina del Regno delle Due Sicilie. Sarebbe bello poter dedicare a Lei ed ai Caduti del bistrattato quanto inutilmente eroico Esercito Borbonico uno splendido "Belvedere".

Mi chiesi allora, : “ perché non provarci ? ”

       Il pomeriggio stesso chiamai al telefono l’allora Sindaco Mario Turturici, Sindaco che aveva già “onorato” Ferdinando II, grandioso Re borbonico con un Piazzale a Lui intitolato ed una via Isola Ferdinandea, e gli prospettai quella mia idea. Mario Turturici mi promise che si sarebbe interessato alla cosa. Restai un po’ perplesso e con un tantino di scetticismo mi misi in attesa di notizie.

       Abitando vicino allo slargo vedevo passare i giorni, le settimane e qualche mese senza alcuna notizia, poi un bel mattino vidi una ruspa ed un camion che stavano ripulendo lo slargo.

       Nell’arco di un paio di mesi quello slargo fu bonificato, ammattonato, con una ringhiera bella e moderna. Decisi di suggerire al sindaco Mario Turturici di intitolare quello slargo come “ Belvedere Maria Sophia di Borbone – Regina del Regno delle Due Sicilie”. Il Sindaco mi disse di non preoccuparmi, in quanto una volta presentata l'istanza, questa sarebbe stata valutata con “occhio amico” dato che si trattava di una intitolazione storica.

      Purtroppo Maria Sophia non è stata fortunata nemmeno in questo frangente, perché a giugno del 2009 Mario Turturici perse le elezioni e Maria Sophia perse “il Belvedere”.

      La nuova amministrazione, (nella quale avevo quello che credevo fosse un amico, che avevo anche votato e fatto votare, l'Avv. Gianfranco Vecchio), si insediò ed io pensai di presentare istanza al nuovo sindaco per chiedere l'intitolazione della piazza.

Feci una "bella pensata", rivelatasi poi un disastro, cioè quella di far firmare la richiesta della intitolazione a personaggi politici che avevano sostenuto l'elezione del neo Sindaco ed allora firmarono la petizione: il consigliere prov.le Ezio Di Prima (allora PD ora ex), il consigliere prov.le Stefano Girasole (ex PD ora indipendente), il consigliere comunale Giuseppe Ambrogio (PD), il Presidente dell'associazione Pro Perriera Giovanni Ognibene ed il sottoscritto in qualità di Segretario Regionale dei CDS Comitati Due Sicilie, Associazione Storico-Culturale, commettendo l'errore di non tener conto delle invidie, le gelosie, l'astio, il livore e a volte l'odio che serpeggia nell'animo dei sinistrorsi, nei confronti di tutti.

Pubblicata sotto la richiesta della intitolazione

 

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Data la mia amicizia, (finita alle ortiche), con l’avv. Gianfranco Vecchio, chiesi ed ottenni di entrare a far parte della neo-costituenda Commissione Toponomastica, nella speranza di far conoscere la Storia del Sud ai nostri ragazzi tramite l'intitolazione di strade e piazze   e far riprendere il cammino alla mia istanza sul Belvedere.

Fine Prima Puntata

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 Il caso di Sciacca del 2010

(seconda puntata)

 Entrato a far parte della Commissione Toponomastica  cominciammo con la predetta Commissione a smaltire gli arretrati che c’erano intitolando strade, piazzette ecc. fin quando non arrivò in Commissione l’intitolazione del Belvedere a Maria Sophia. Alla fine di quella seduta si votò per il Belvedere e la delibera passò con l’astensione di uno dei membri, ma che alla seduta successiva chiese di cambiare l’astensione in voto favorevole. Faccio presente che vista l’unanimità raggiunta, ritenni di votare anch'io. Cosa che mi fu rinfacciata dal solito comunista idiota, in quanto "lui non si sentiva garantito".

A prescindere che questo idiota nella società civile ed in politica non ha mai contato un cazzo, se non per una laurea "accattata a casci di pisci e d'aranci" si deve arguire che qualunque cosa in città si debba fare, bisogna andare a chiedergli se lui si senta garantito o meno.

Cazzo, il Rampollo in quanto ad arroganza e presunzione ha fatto scuola e proseliti anche nel campo della medicina (poveri ammalati) e nel giornalismo (si fa per dire) televisivo e della carta (igienica) stampata !

Il 14 aprile 2010, l’intitolazione fu inserita nella delibera n° 88 (1) e presentata alla Giunta che esaminatola, e riconosciutone il carattere prettamente storico-culturale, all’unanimità, Sindaco in primis, diede parere favorevole alla attuazione della predetta delibera con l’affissione all’Albo pretorio del Comune per adempiere i termini di Legge.

Trascorso il periodo della pubblicazione, senza opposizione alcuna, mi fu detto che la delibera doveva essere approvata dal Prefetto di Agrigento e quindi mi misi in attesa. 

Sotto la Delibera della intitolazione n° 88

 La notizia della avvenuta deliberazione fece il giro del mondo attraverso i siti esteri dei Comitati Due Sicilie.

 

Nel frattempo un giornale locale pubblicò la lettera di un comunista che si opponeva alla intitolazione del Belvedere. L’articolo data la  scarsa diffusione del giornale non ebbe seguito, tant’è che il predetto comunista si rivolse al gestore di blog locale, ovviamente di sinistra, (blog “stranamente” scomparso, forse oscurato, visti i suoi frequentatori), il quale avendo al seguito i soliti ragazzi schiffarrati di sinistra, fece “fuoco e fiamme” contro l’intitolazione, ma anche questa manovrà fallì. Dopo due fallimenti il comunista oppositore, il direttore del foglietto, il gestore del blog ed i ragazzotti schiffarrati si rivolsero all’astro nascente e finalmente tramontante della politica comunista locale, che dopo la batosta presa dai comunisti alle precedenti elezioni s’è precipitato a riciclarsi nel Partito Democratico, ovvero il Rampollo saccense, detto anche "il Punteruolo Rosso del PD".

Ma arrivarono, al Sindaco di Sciacca, anche lettere prestigiose a sostegno dell'intitolazione, persino i Savoia e l'Unione Monarchica Italiana perorarono la causa della intitolazione,dando alla nostra città una discreta notorietà.

 

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Ma i comunisti del nazista cileno si opposero alla grande. Intere categorie si opposero.... quelle dei politici papponi, dei comunisti riciclati, quella dei PSI (pediatri socialmente inutili), un paio di sindacalisti falliti, un'associazione ecologista che vede solo le buche di Rocco Forte, una sottospecie di giornalista che s'atteggia a Mentana, un foglio di carta igienica per latrina pubblica, ed i soliti ragazzotti acefali che supportano il Rampollo. Un'intera armata contro la memoria di una Donna il cui unico torto (per i rossi ovviamente) è stato quello che non ha voluto farsi DERUBARE DEL PROPRIO REGNO, e di aver sposato un Meridionale seppure RE.

E si cari lettori, questa gentaglia che si professa "Orgogliosa di essere italiana" lo è per un solo, unico e per loro "vergognoso" motivo. Si professano Italiani per NASCONDERE LA LORO MERIDIONALITA', della quale si vergognano profondamente, (gli utili idioti) ed altri che sugli utili idioti hanno fatto la loro fortuna (leggasi Rampollo).

Purtroppo per il PD, al Rampollo, che non sopporta nessuno che gli possa fare ombra, non è parso vero trovare un ottimo motivo pronto all’uso, per dichiarare guerra ai suoi compagni di partito ed agli alleati, agli assessori che all’unanimità avevano firmata la delibera  ed allo stesso Sindaco “che si era permesso” di fare una cosa senza che lui, il Rampollo, gli avesse dato il permesso.

La lettera del Rampollo al sindaco

Quindi guerra al Consigliere Provinciale del PD Ezio Di Prima,ora indipendente. Guerra al Consigliere Provincia del PD ora indipendente Stefano Girasole. Guerra al Consigliere Comunale del PD Giuseppe Ambrogio. Guerra al Vicesindaco Carmelo Brunetto dell’MPA e Guerra a tutti gli assessori, perché “tutti” avrebbero dovuto chiedere il suo permesso, Vicesindaco e Sindaco compresi. Di quì le minacce più o meno velate a Vito Bono di sfilargli la poltrona di Sindaco da sotto il culo.

 Il sindaco non sapendo più che “pesci pigliare”, tenendomi con scuse varie all'oscuro delle sue intenzioni, prese la delibera e la chiuse nel cassetto-dimenticatoio, a fare compagnia ad un’altra delibera regolarmente approvata, ma mai attuata perché “i comunisti” non vogliono, ovvero quella del Senatore “fascista” Angelo Abisso, al quale la città di Sciacca “deve” le Terme.

Andando a chiedere lumi presso gli Uffici mi veniva detto che per dare attuazione alla delibera bisognava aspetta il “nulla osta” da parte della prefettura di Agrigento, così dopo qualche settimana “sentendo puzza di marcio” mi decisi a scrivere al Presidente della Repubblica e,

e, per conoscenza all’allora Prefetto di Agrigento Dr. Postiglione.

Per sintetizzare il fatto, vengo a conoscenza che in Prefettura quella delibera non era mai arrivata perché mai partita.

Mi accorsi, quindi, che mi si voleva "prendere per il culo" e rassegnai immediatamente le dimissioni dalla Commissione Toponomastica.

Passata l’estate a “guerreggiare” con i “sinistrorsi” anche in TV, (dove in un durissimo scontro con il Punteruolo Rosso ed il suo compagno, feci fare una figura di merda megagalattica) e senza poter avere notizie della delibera, decido di riscrivere al nuovo Prefetto di Agrigento D.ssa Ferrandino ed ancora al Presidente della Repubblica per sapere se mi devo considerare un cittadino italiano o un extracomunitario clandestino senza diritti.

2^ lettera al Prefetto di Agrigento

2^ lettera al Presidente della Repubblica

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Il Prefetto, pressato anche dalla Presidenza della Repubblica per avere notizie in merito, intima al sindaco di mandare la delibera ad Agrigento.

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Diffida al Sindaco da parte del Prefetto

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Il povero sindaco a questo punto è nel “marasma fantozziano” più totale. Intanto il Rampollo “bacchetta” a destra e a manca, pontificando, ammonendo e scomunicando chiunque possa fare o proporre qualsiasi cosa senza il suo assenso, sindaco compreso.

Da un "question time" vengo a sapere da una interrogazione presentata dal Consigliere Salvo Alonge, che il Rampollo aveva anche lui scritto al Presidente della Repubblica, immaginando che abbia presentato subito le sue credenziali, ovvero una tessera di partito ROSSA, colore molto caro al suo Presidente, ed essendo io un curioso per natura, mi son messo alla ricerca di quella lettera, per darci "una sbirciatina". Mi rivolsi quindi al Consigliere Pippo Turco chiedendogli se, nella qualità di Consigliere Comunale di richiedere copia della "rampolliana" lettera.

Dopo qualche giorno il Consigliere Turco mi chiama comunicandomi costernato, (l'aggettivo giusto sarebbe "incazzato nero") che non gli era stato possibile avere copia della lettera, in quanto nell'ufficio "la lettera non si trovava più al suo posto".

La faccenda cominciò ad emanare una "puzza di merda" come se qualcuno se l'avvesse fatta nei calzoni. Avendo io mezzi e conoscenze che i politicanti non conoscono, mi son rivolto "alle persone giuste" e dopo un paio di giorni entro in possesso della "rampolliana" lettera.

La lettera di seguito allegata, è quella che è stata “NEGATA” al Consigliere Comunale Pippo Turco, negazione motivata con la “scusante” che la predetta lettera non si trova più al suo posto.

Tutti noi sappiamo che questa negazione non è dovuta alla “misteriosa scomparsa” della lettera, in quanto gli Uffici “raramente smarriscono documenti”, ma è dovuta al diktat di “qualcuno” a non esibire la lettera in questione a nessuno, Consiglieri Comunali in particolare, perché in essa vi è riportato un pesante attacco al sindaco di sciacca, alla sua amministrazione ed alla nostra città , lettera, ricordiamo inviata non ad un qualunque “pepè”, bensi al Presidente della Repubblica.

Ora, il leggere la lettera in questione, se fosse stata resa pubblica, anzicchè essere negata, non mi avrebbe meravigliato più di tanto, conoscendo il pulpito dal quale viene la predica. Ma il fatto che sia stata “volutamente nascosta” ai Consiglieri Comunali, mi fa sospettare che ci sia “un qualcosa di grave” che io, non essendo un politico di mestiere, non sono riuscito a cogliere.

Invio pertanto copia della stessa ai Consiglieri Comunali tutti,  pubblicando la suddetta lettera nella sua interezza, pregando i Consiglieri, sia la maggioranza, sia gli Indipendenti e sia quelli dell’opposizione, di prenderne visione e, se il caso, di esigere una mozione ufficiale per la discussione in Consiglio del caso.

Pag. 2

Pag. 3

La su pubblicata lettera avrebbe costretto un sindaco che avesse onore e dignità, quantomeno a sconfessare il sottoscrittore, ma dato che "il sindaco che non c'è mai quando serve" per prima cosa tiene alla poltrona ed i suoi annessi e connessi, e quindi ha fatto finta di nulla ingoiando dignità ed onore in un sol boccone. Come e soprattutto perchè, lo capirete continuando a leggere. Una lettera nella quale scrive contro il sindaco di sciacca, l'amministrazione che lui stesso sostiene e contro una parte della città, vomitando sui predetti accuse infami basate sulla sua cultura storica (e qui casca l'asino avrebbe ridetto Totò !).

Non trovando come co-firmatario della petizione popolare, offese personali oppure ai Comitati Due Sicilie e neppure all'Associazione Pro Perriera, evito qualunque commento, in quanto le "offese" sono fatte solo ed esclusivamente al Sindaco, alla sua amministrazione, al Consiglio Comunale in rappresentanza dei cittadini elettori, e a quella parte di città che per NON votare Rampolli e Punteruoli rossi vari non va più a votare, ma si trova "infognata" lo stesso da un politicante da strapazzo che si arroga il diritto di "PARLARE A NOME DELLA GRAN PARTE DEI SUOI CONCITTADINI. !!!!!!! quindi è a nome di quella stragrande maggioranza che ha scritto al suo Presidente la seguente frase ?

"Più chiaramente considero questi eventi un autentico sputo in faccia alla nostra bandiera ed al prestigio delle istituzioni del nostro Paese"

MA CHI CAZZO SI CREDE DI ESSERE ?????

Josip Vissarionovic Szugasvili? Beh ha sbagliato città, regione e nazione e per sua informazione l'U.R.S.S. o C.C.C.P. non esiste più da un pezzo, quindi lo "stalinello" lo vada a  fare a casa sua, se ci riesce.

Quello che vorrei però sapere se in quella stragrande maggioranza di cittadini dei quali il Rampollo si vanta di parlare a nome, ci siano anche i Saccensi che hanno eletto i consiglieri comunali che vedono il Punteruolo Rosso "come il fumo negli occhi" e soprattutto se la lettera è stata scritta anche a nome e per conto dei Consiglieri stessi e dello stesso Presidente del Consiglio.

Ed in tutta questa faccenda qual'è il ruolo svolto o la posizione assunta dal "ricco di suo?".

Questo non è dato sapere, in quanto come al solito "quando c'è da essere presenti lui non c'è".

Chiudo con la acclarata certezza che alla stragrande maggioranza dei Consiglieri, di tutta questa faccenda non è importato "un fico secco", perché loro quando si parla di decoro, dignità ed onore non hanno nulla da imparare e/o da insegnare a Vito Bono ed ai suoi amici.

Ed ecco la soluzione di Vito Cuordileone (in senso ironico) , con la quale SI  RIMANGIA  una delibera legalmente e regolarmente approvata anche da lui stesso, suscitando l'ilarità di mezza Sciacca e mezzo mondo, con una motivazione da "scompisciarsi dalle risate" avrebbe detto Totò, motivazione che mi vergogno come saccense perfino di scriverla e che potete leggere nella ormai famigerata delibera della vergogna cioè la delibera n° 297 del 09/12/2010, dove una delibera approvata all'unanimità ovvero 6 assessori + il sindaco, viene revocata a "minoranza" cioè 3 assessori più il sindaco in parole povere in 4 annullano una delibera votata da 7.

Sotto la delibera della vergogna e quelli che l'hanno firmata.

 

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Ecco la comunicazione al Prefetto del "vergognoso ritiro"

 

Il tutto senza "alcuna vergogna" la motivazione è stata questa: "al fine di ovviare ad inutili. quanto ingiustificate incomprensioni". Ad una "boutade" del genere, Totò avrebbe risposto " Vito Bono ma famm 'o piacere !!!"

Quindi per una volgarissima bega di potere interna all’amministrazione, il Belvedere e la memoria storica di Maria Sophia, ultima Regina del nostro Regno son stati stoppati.

Il Rampollo ha minacciato la “crisi”, ha fatto fuoco e fiamme, scrivendo persino al Presidente della Repubblica, sputtanando il suo sindaco e la sua giunta, con il risultato che Vito CuordiLeone Bono s’è rimangiato tutto, ritirando una delibera legittimamente approvata, anche da lui stesso, e sputtanando in un colpo solo la sua Giunta e la sua commissione toponomastica, dalla quale mi ero dimesso molti mesi prima del ritiro e perfino se stesso.

Con la delibera n° 297 del 9 dicembre 2010 votata a maggioranza (4 su 7), Vito Bono revoca la n° 88 firmata all’unanimità (7su7) mettendo la parola fine (almeno lo sperava) alla diatriba Belvedere.

Purtroppo per lui, un consigliere comunale dell’opposizione (Salvo Alonge) ritenendo “risibili” le motivazioni tanto da non giustificarne il ritiro, presenta in Consiglio Comunale una “interrogazione” sul caso.

Ragazzi, non appena il Presidente del Consiglio ha letto il titolo dell’interrogazione s’è visto IL SINDACO SCAPPARE DALL’AULA PER EVITARE DI RISPONDERE, lasciando l’incombenza ad un Assessore, che reputavo amico e per il quale avevo fatto la campagna elettorale ed al quale ho tolto l’amicizia, non quella di FB, quella vera.

Considerazioni :

1°- La piazza era stata adottata dai CDS che avevano fatto uno stanziamento di 12.000 € per la durata di un anno a partire dalla data di inaugurazione, per la manutenzione e la pulizia del Belvedere e del Piazzale Ferdinando II, che si è perso.

2° - L’inserimento nel circuito Turistico Borbonico internazionale, Andato perso.

3°- La notorietà di Sciacca a livello mondiale per aver per prima intitolata una piazza o Belvedere alla Regina Maria Sophia.

4°- Le riprese televisive della cerimonia di inaugurazione fatta da RAI Due – Perse anche queste.

5°- Massiccia campagna pubblicitaria della nostra città in Germania. Data la presenza dei Reali di Baviera all’inaugurazione.

6° - Medaglia d’oro al Gonfalone della nostra città da parte dei Cavalieri Costantiniani. Persa

7° Attestati di Benemerenza Storica alla nostra città da parte delle seguenti Autorità:

     Ambasciata Di Germania – Tramite il Consolato di Napoli.

     Consolato Austriaco

     Cavalieri Costantiniani

     Comitati Due Sicilie …… Tutto perso.

8°- La Fiera Internazionale delle Due Sicilie, che il sottoscritto aveva strappato ad una vicina città.

9°-La figura di merda fatta a livello internazionale dalla nostra città, dopo la revoca della delibera.

10-La figuraccia fatta dal Sindaco ed dalla Giunta della nostra città nei confronti del Presidente della Repubblica, per quanto scritto dal Rampollo sul Sindaco e sulla Giunta.

Per questa ennesima occasione persa  dalla nostra città dobbiamo ringraziare nell’ordine:

Il Rampollo

Il pediatra

Il  gestore del Blog oscurato

Il direttore di un giornalucolo locale

La maggioranza e la gran parte dell’opposizione cieca sorda e muta.

Ed infine Vito “Cuordileone” Bono per il “coraggio dimostrato nel difendere le proprie decisioni, il proprio decoro e la propria dignità.

Complimenti ! Questo SI che è un Sindaco che si fa rispettare !!!!! Complimentoni !!!!!!!!

Per fare chiarezza sulla "legalità" della delibera con la quale Vito Bono ha annullato la delibera n° 88 pubblico anche la Legge che regola questo argomento e....... giudicate voi, visto che chi dovrebbe farlo, forse è la 31^ scimmietta !!!

 

 

ed infine l'ultima chicca !!!! Mentre faceva tutte queste cose in pubblico, leggete cosa scriveva in privato, il Punteruolo Rosso

Fate le vostre considerazioni.

Pino Marinelli

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